La differenza tra biodegradabile, compostabile e riciclabile

Imballaggi ecosostenibili: la differenza tra biodegradabile, compostabile e riciclabile

L’importanza dello smaltimento dei rifiuti in termini di materiali biodegradabili, compostabili e riciclabili sta diventando un argomento sempre più presente all’interno del panorama mondiale legato alla sostenibilità. Questo perché il percepito comune è proiettato verso il rispetto del pianeta, che si traduce in un impegno crescente verso l’economia circolare e il green. 

L’impatto ecologico ha portato a ventate di cambiamento soprattutto nel mercato degli imballaggi, dove, grazie a nuovi regolamenti europei sugli imballaggi e a una responsabilizzazione più sentita da moltissime aziende di settore, la produzione di packaging è diventata sostenibile su tre diverse linee: biodegradabile, compostabile e riciclabile.

Tuttavia, cosa significa compostabile, biodegradabile e riciclabile?

Quali sono le differenze tra queste tipologie di smaltimento?

Cosa sono i materiali riciclabili?

Scopriamolo insieme.

Differenza tra biodegradabile e compostabile

La prima informazione da tenere a mente quando si progettano packaging sostenibili è che la sostenibilità si misura attraverso differenti scale di produzione e progettazione dei materiali impiegati.

La definizione di biodegradabile implica la disgregazione di un composto attraverso funghi e batteri, come microrganismi che decompongono i materiali. Questo fenomeno può accadere in diversi modi:

  • in presenza di ossigeno (cioè in forma aerobica);
  • in assenza di ossigeno (quindi in forma anaerobica);
  • in vivo, ovvero in natura grazie a elementi come la luce solare o gli agenti atmosferici;
  • in vitro, cioè all’interno di provette.

Per essere biodegradabile, il materiale deve, quindi, poter essere assimilato da un microorganismo e trasformato in sali minerali ed elementi semplici come acqua e anidride carbonica.

Un altro aspetto importante per considerare un materiale come biodegradabile è il tempo necessario per la decomposizione, che deve essere entro sei mesi.

Il compostabile, invece, si differenzia dal biodegradabile nel risultato finale del processo di disgregazione.  Un materiale compostabile, infatti, si trasforma in compost, cioè in concime che può essere impiegato come fertilizzante (o ammendante). Le sue proprietà nutritive sono un toccasana per il suolo e per la preservazione della biodiversità della microflora.

Visto il suo delicato ruolo all’interno dell’ecosistema, però, un materiale per essere definito compostabile deve superare un test di ecotossicità.

Inoltre, la sua degradazione ha una scadenza molto più breve , che è entro e non oltre i tre mesi.

La principale differenza tra biodegradabile e compostabile consiste, quindi, nel fatto che il materiale biodegradabile si rompe grazie a microrganismi entro sei mesi, mentre il materiale compostabile si trasforma in fertilizzante entro tre mesi.

Un elemento biodegradabile potrebbe non essere compostabile. In entrambi i casi, però, si tratta di materiali sostenibili che vanno incentivati e integrati nelle catene di produzione di packaging e imballaggi di varia natura. Soprattutto perché la loro elasticità permette di creare elementi molto resistenti, in grado di affrontare anche lunghe spedizioni.

Quali sono i materiali riciclabili

I materiali riciclabili sono preziosissimi per la gestione del ciclo rifiuti perché, se conferiti in modo corretto nel processo di smaltimento, vengono impiegati in futuri processi di produzione, portando alla realizzazione di nuovi materiali, anch’essi riciclabili, in un cerchio a lunga vita dove si abbatte l’impatto ambientale e si azzerano gli sprechi.

Anche nell’ambito del packaging, è fondamentale prestare molta attenzione al corretto smaltimento dei materiali riciclabili, poiché una separazione errata dei rifiuti può causare la contaminazione dei materiali e impedire il loro riciclo. Di conseguenza, l’etichettatura corretta del packaging è diventata ormai fondamentale.

Anche i fusti in carta Kraft rappresentano un’alternativa green a packaging fatti di materiali non riciclabili.

I fusti Kraft sono imballaggi ecologici perché sono composti da materiali riciclabili tra cui:

  • carta e fibre di legno prelevati da foreste certificate FSC e SFI, dove vengono piantati tre alberi per ogni albero utilizzato;
  • acciaio, una lega solida e duratura riutilizzabile infinite volte e riciclabile al 100%.

Le proprietà eco-solidali dei fusti Kraft non inficiano la loro resistenza e durevolezza; al contrario, grazie alla loro composizione, fatta di diversi strati di carta Kraft disposti a spirale o in parallelo, questi contenitori possono essere impiegati in diversi settori, tra cui:

  • chimico farmaceutico
  • filo saldatura
  • hot melt
  • uso non industriale

 

Scopri tutti i vantaggi degli imballaggi riciclabili in carta Kraft.

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